002 - Rimasi al bar...

...con Antonio. Un habitué del bar dell’hotel. Avrà avuto cinquantacinque anni. Ed era ubriaco al giusto livello. Lo ascoltavo narrare le sue storie mentre il barista non vedeva l’ora di chiudere e andare a letto. Lui quelle s... (Continua)
99° - Assaporai il mio whisky...
... tanto quanto il sorriso discreto di Carlo. – Allora, a quanto sembra te ne vai. – Ciao Carlo. Sì, il mio tempo qui si è esaurito. – Così mi lasci. Hai scritto il tuo libro. In pochissimo tempo oltrettutto. Hai ... (Continua)
98° - Quel mio rigirarmi...
...nel letto coperto dai miei pensieri, non mi faceva dormire. Trovai solo una cosa per passare la notte. Riempire un paio di valigie con dei vestiti, qualche libro e una vecchia macchina da scrivere. Erano i preparativi per l’ennesima fuga. Com&r... (Continua)
96° - I nostri occhi...
...erano tutti per lui mentre le nostre orecchie cercavano di fuggire da lì. Dopo un paio di minuti Alberto era ancora intento a cercare la bottiglia. – Guarda, è lì in alto a sinistra. – Ah, sì sì. Grazie.... (Continua)
95° - Mio padre un? le...
...sopraciglia come se non avesse capito. – Dici che non si droga più? – Ma va, scherzavo papà. – Beh, per un periodo l’ho pensato. Credevo che solo della droga lo potesse assopire in quel modo. – Sì, o... (Continua)



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