010 - Molte volte mi...

...sono trovato a guardare fuori da quella finestra, e molte altre mi sarei ritrovato nella stessa situazione. In piedi. Maglietta grigia e pantaloncini blu. Guardavo fuori spostando un po’ la tenda. Il mio sguardo andava verso le persone che vedevo passare nel cortile del palazzo. Una vecchietta che tutta curva piano piano torna con il carrello della spesa pieno, un ragazzino che esce con la sua bici mentre le cuffie del suo cd portatile gli sfondano i timpani con quella musica assordante, un signore, forse pensionato, che porta il suo cane a spasso mentre la moglie lo saluta dal balcone dal secondo piano. Vite diverse che condividono quel percorso tra il portone e il cancello. Poi alzo gli occhi e inizio a guardare gli appartamenti di fronte al mio. Anche se il mio sguardo volge per la maggior parte delle volte verso il terzo piano, dove ogni tanto intravedo una ragazza. E quella visione mi ha sempre intrigato. Immagino spesso che come io in qualche modo cerco lei, lei dal canto suo cerca me. Entriamo entrambi uno nella vita dell'altra senza conoscerci e questo mi diverte. Mi piace pensare che quando io esco sul terrazzo o scendo in cortile, lei sia lì a guardarmi senza però avere il coraggio di fare il passo che ci possa mettere in qualche modo in contatto. Lei si sveglia la mattina e guarda le mie finestre, il mio balcone e le mie piante. Sa che mi sveglio sempre verso le sette, che esco di casa alle otto e non ritorno fino a sera. E così la sua fantasia inizia a vagare, cercando di conoscermi da quei piccoli dettagli. Mi ha visto per un lungo periodo tornare a casa alcune sere a settimana con la solita ragazza ed una sera di quella settimana con una diversa dalla solita. Conosce i miei amici, sa che giornali leggo, che acqua bevo, dove vado a fare la spesa e a che ora vado a letto la sera. Però in realtà sapevo che non era così. Lei non passava le giornate a spiarmi, come io in fondo non lo facevo con lei. Solo che quando guardavo fuori i miei occhi per due secondi cadevano sempre verso quel terzo piano. Poi mi guardavo in giro e la mia mente vagava altrove. Ogni sguardo un ricordo e un ricordo in ogni sguardo.



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