79° - La sua presenza...
...a casa, cambiò anche la mia espressione. Ora mi portavo in giro un bel sorriso da ebete. Iniziai a regalarmi anche qualche chilo in più. E nessuno si sottrasse dal farmelo notare. Del resto avevo smesso di correre e avevo ripreso a cucinare come si deve. E finalmente, mi ero riallineato ai miei coetanei. Anche se qualcuno aveva preso un bel vantaggio. Chi con il matrimonio e chi con un figlio. Sembrava che negli ultimi anni il tasso di natalità fosse aumentato del cinquanta per cento. Figli ovunque. Senza parlare dei matrimoni. A fine estate mi trovai a far da testimone ad un mio amico. E se mi guardavo intorno, (togliendo quelli senza speranza) sembravo l’unico single. C’erano distese di coppie a perdita d’occhio, quasi fosse un campo di grano e la chiesa una nursery. E mi facevano incazzare quelle coppiette tutte sdolcinate, che aspettavano con invidia il proprio matrimonio. Più che essere contenti per i nostri amici, erano lì, come a spiare, per rubare qualche idea da riproporre in modo più pomposo al proprio. Tutti lì appiccicati, neanche avessero distribuito chili di colla all’ingresso. E io, solo come un cane abbandonato dal padrone, a guardare quelle scene da diabete. Poi, sembra che tutti ti guardino con menzognera comprensione. “Poverino tutto solo”. “Guarda che sfigato quello lì”. “Ma tu non sei fidanzato?”. Roba da prendere in mano un Kalasnicov e metterli tutti orizzontali. Passi poi la cerimonia in chiesa, in cui quanto testimone, potevo mascherare il mio essere single. Ma al ristorante la verità sarebbe stata svelata. Entri e con indifferenza cerchi il tuo tavolo. “Sarò con gli altri amici”. Ma poi scorgi al centro della sala un bel tavolo fiorito, pieno di bicchieri disposti come fossero dei birilli. Al centro gli sposi. Alla destra l’altro testimone con annessa fidanzata, con un bel matrimonio programmato per il mese successivo e a sinistra un posto singolo, con un bigliettino con su scritto, "Asdru". E a quel punto non ci sarebbero stati più dubbi, ero un povero single con la comprensione di amici e parenti degli sposi. “Quello lì da solo, è l’amico di… poverino la fidanzata lo ha lasciato per un altro. Per un giornalista”. E le foto? Lì viene il bello. L’unica con tre soggetti era la mia e quella con la nonna novantacinquenne. Lei almeno era giustificata. Il nonno l’aveva lasciata l’anno prima, ma non volontariamente, pace all’anima sua. Poi finisce più o meno tutto e la gente comincia ad andarsene. Per me la festa iniziava lì, ma gli altri… “ Ciao noi andiamo, devo mettere a letto il bambino” .” Ci vediamo quando tornate dal viaggio di nozze, Angela è stanca, andiamo a casa”. E gli unici single che c’erano lì con te, sono già scappati a casa. Nessuno che abbia voglia di approfittare di tutto quel alcol gratuito e di fare quattro salti in discoteca. Ai matrimoni, diventano improvvisamente tutti anziani. Così tutto elegante, vado da Pistone, mi faccio due risate avvolto nella mia elegante tristezza e mi bevo due Mojito. E la giornata è finita. Mentre ora c’è Paola, c’è lei al mio fianco. Facevo nuovamente parte anch’io dell’arca di noè. Ma come arrivò lei, finirono i matrimoni. Niente, neanche un battesimo, una comunione, che ne so, un funerale. Niente. Si erano messi d’accordo. La gente si sposava solo quando ero single.



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