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11° - Quel cavolo di...

di Silvio Lorenzi (23/10/2006 - 10:22)

...lago mi regalava infinite cene da solo, whisky come se piovesse ed incontri con varia umanità.

A fine cena, andai al bancone del ristorante consigliatemi da Antonio, per bere un amaro e un caffè. Nel tavolo vicino al bancone c’erano due ragazze bionde, bellissime. Entrambe con una stacco di gambe da atlete di salto in alto. Erano straniere, da quanto capii dal loro vociferare.

- Ciao bello che fare li tutto solo. Mi disse quella più carina e che indossava una vera e propria minigonna inguinale. Ma più di ogni altra cosa mi attiravano le sue calze bianche. Bianche ma con Minni, Topolino e Paperino ritratti a macchia su ogni parte del sue lunghissime ed affusolate gambe.

- Bevo qualcosa.

– Non avere voglia di diverti un po’? 

– Non sono abituato a pagare per una notte con una donna.

- Ma noi fare te prezzo amico.

- E quanto sarebbe?

- Trecento euro e facciamo tutto.

- Te l’ho detto non pago.

- Ma noi gratis niente però.

-Tu bravo ragazzo non cerchi donna a pagamento. Disse l'altra.

- Se vuoi allora fare quattrocento euro tutte e due. Non ci volevo credere due così belle ragazze che si facevano pagare per fare del sesso con me. O meglio, con chiunque si trovasse li in quel momento. Ma non l’avevano capito, erano loro che dovevano pagare. Mi feci la battuta da solo nella mia testa, e qualche secondo dopo girai a loro.

- E se facciamo che siete voi che pagate me? Trecento euro tutte e due. Che ne dite? Rimasero li immobili a guardarsi incredule. Poi accennarono un sorriso. E sempre quella più carina si avvicinò e spiazzandomi totalmente mi disse

–  Ducentocinquanta ed andiamo a casa tua.

Quasi caddi dallo sgabello in cui mi eri appoggiato poco prima. Avevo fatto lo sbruffone ed ora mi toccava stare al gioco. E che gioco. Ero combattuto, avranno avuto quarantacinque anni in due.

- Ci posso pensare qualche secondo, dissi. E loro avvicinandosi una all’altra sorridendo mi dissero: - due minuti.

Erano bellissime, non mancava niente, ma non dovevo cedere alla tentazione. Se fosse stato per quanto erano belle ci sarei andato, ma il pensiero degli altri prima di me mi blocco e poi in fondo, andavo contro alle mie pseudo leggi morali. Ma quali leggi morali Asdrubale, vai e guadagnaci anche sopra. E poi non sei tu che paghi loro, ma sono loro che pagano te. Non sei tu che sfrutti loro ma loro che sfruttano te.

– Facciamo che stavo scherzano. Sorrisi.

- Tu essere come tutti gli altri uomini italiani, parlare tanto ma fare poco.

Mmm…che nervoso. Non avrebbero dovuto dire così. Mi sentivo come Marty Mcfly in ritorno al futuro, quando gli davano del codardo. Ma resistetti. Ordinai un Laphroaig, e lo buttai giù in un unico sorso. Pagai ed uscii dal ristorante accennando loro un sorriso.

- Ciao bravo ragazzo italiano a domani.

Ma domani non sarei ritornato li. E loro non sarebbero ritornate per aspettarmi.

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