Febbraio 2007

DLMM GVS
1 2 3
4 5 6 7 8 9 10
11 12 13 14 15 16 17
18 19 20 21 22 23 24
25 26 27 28

Tag

Ultimi commenti

Ultimi post

Diffondi i contenuti

Condividi i contenuti

De.licio.us
Tag papa
Pagine:

75° - Ero passato...

di Silvio Lorenzi (02/02/2007 - 13:20)

...dalla fase in cui mio padre era mio papà. Ai primi scontri, al non condividere la sua vita, a quella in cui ho capito le sue scelte. Forse non le condividevo tutte, ma le capivo. Era più facile fare il figlio, in fondo. E la mia solitudine aveva lasciato spazio alle tantissime riflessioni sulla mia vita e sulla mia famiglia. Pensieri sensati scappati dalla mia testa come uno sbadiglio. Avevo sempre avuto mille parole per lui, ma quella sera le avevo esaurite tutte. Quella sua visita a sorpresa era come un’interrogazione inaspettata. Non ero preparato. Non avevo studiato. Mentre tutte le altre volte, a casa, lo tediavo con il mio parlare da nastro trasportatore che gira e non si ferma mai. Entravo nel suo studio e lo trovavo immerso nelle sue carte, non da gioco e iniziavo a parlare. Lui alzava lo sguardo, appoggiava le sue cose e stava lì ad ascoltarmi. Come se non lo disturbassi. Non gli raccontavo le mie vicende private, soprattutto amorose. Ma semplici considerazioni da tuttologo. Non mi diceva mai che non aveva tempo per me, ma quand’era così, lo capivo da solo. – Parlami del tuo libro. Come si intitola? – L’albero dalle ciliegie azzurre. – Ah bello e come mai questo titolo? – Perché l’albero mi dava l’idea di qualcosa di tangibile e le ciliegie azzurre di qualcosa che non esiste. – Quindi vero ma irreale, in qualche modo. E di che parla? – Te lo dovrei far leggere. Non sono capace di raccontare in poche parole quello che scrivo, va letto e basta. E’ una storia di un signore anziano e delle sue ciliegie azzurre. – Beh, ne so quanto prima. – Diciamo che sono quasi nauseato dal mio personaggio. Ancora due pagine e mi sarei confuso con lui. Magari tra qualche giorno te lo racconto. Ora non vorrei convincermi troppo di aver scritto qualcosa di sensato. Davanti al mio muro, iniziò a parlare lui. Raccontandomi del suo lavoro, dell’università e di quanto poco gli mancasse alla pensione. – Certo figlio mio, che venire fin qui per scrivere un libro… Non bisogna necessariamente soffrire per meritarsi qualcosa di buono. Certo, l’ambiente si presta, ma probabilmente nell’ottocento sarebbe stato più adatto. Ormai la gente va a vivere negli attici per scrivere un libro, e non si frustano con l’alcol. Piuttosto bevono dell’ottimo tè nelle tazze comprate nei loro viaggi intorno al mondo. – Lo so. Era per essere un po’ controcorrente. E poi avevo bisogno di staccare dalla mia vita, di viverne una parallela. Ma tra pochi giorni tornerà tutto come prima. Ho ancora qualche soldo da parte che mi permettono di cercarmi un nuovo lavoro con tranquillità, di scegliere con cura la mia prigione. Mio padre ne sapeva qualcosa. Si era ritrovato all’università a fare il professore senza rendersene conto e quello non era il suo mestiere. Lo sapeva bene, ma continuava a farlo. Qualche mio amico con lui aveva fatto un esame. Non era proprio amato. Non era tagliato per insegnare e i risultati ogni tanto si vedevano. Metteva voti senza criterio, dicevano. Parlavano meglio i suoi testi di quanto non facesse lui. Dopo una sequenza di discorsi sconnessi, capii che non era parlare quello che volevamo quella sera, ma stare insieme.

Vota questo post

69° - Mi abbracciai nel mio...

di Silvio Lorenzi (23/01/2007 - 11:37)

...accappatoio, come avrei voluto fare con le donna che amavo. Anche se non sapevo ancora chi fosse. Uscii dal bagno, camminando come in un percorso di guerra e lasciai che il letto riprendesse possesso di me. Rimasi lì, fermo, guardando il soffitto bianco come i miei pensieri. Bussarono alla porta. – Asrubale ci sei? Asdru sono papà! Rivolsi lo sguardo alla porta come a volerci guardare attraverso. Papà? Che cazzo ci faceva qui? – Arrivo. Aprii la porta e lui era lì, dentro ad uno dei suoi abiti – Che fai non mi saluti? – Ciao papà, ma che ci fai qui? – Come che ci faccio qui? Sono venuto da mio figlio. Avrò pur il diritto di star un po’ con te. I suoi occhi intanto correvano sopra la mia spalla scorgendo lo spettacolo penoso della mia stanza. Ma non disse niente. – Dai vestititi che usciamo a mangiare qualcosa. – Ma io… - Non dirmi che hai un impegno. Passerai le tue serate in questo albergo. – Dai arrivo, aspettami al bar. Beviti qualcosa e fallo mettere sul mio conto. – Va bene, sbrigati. Con gli occhi bucati dall’alcol e dalla giornata passata a dormire, mi vestii velocemente. Questa volta con qualcosa di pulito.
Lo ritrovai al bar, messo all’angolo dalla Contessa. – Sa, lei ha un figlio d’oro. E’ proprio un bravo ragazzo, così tranquillo. Passa le giornate a scrivere. Per me diventerà qualcuno quello lì. Disse indicando me, mentre gli andavo incontro. Ecco quella era un’altra delle cose che non sopportavo, essere definito bravo ragazzo. Bravo rispetto a cosa? Non facevo niente, come potevo essere cattivo. E tranquillo poi? Cosa voleva dire, che ero un mezzo rincoglionito? – Buonasera Contessa. – Buonasera Asdru, è proprio un bell’uomo suo padre. E poi è un professore. Gli misi una mano sotto al braccio e lo portai fuori di lì. Mio padre ebbe solo il tempo di ricambiare la cortesia con un saluto. – Simpatica quella signora. E’ una Contessa? – Ma quale Contessa, dice lei di esserlo, ma in realtà è una prostituta in pensione. – Prostituta? – Sì, una puttana, che non ce la fa più. – Ma perché devi sempre reagire così? – Dai Papà dimmi perché sei venuto qui? – Per vedere come stavi, non ti sei più fatto sentire, sei sparito. Meno male che Gianluca mi ha detto dove trovarti. – Cos’è, adesso all’improvviso vi preoccupate tutti per me? – Dai non fare il pirla. Lo sai che non è vero. – Scusami papà è che stare qui mi ha rintronato. Sono due mesi che non sento e non vedo più nessuno. Ho deciso di staccare e l’ho fatto. Mi è servito per pensare. – A cosa? Alla mia vita al mio libro. – Ah, a proposito, come sta andando? Accennai un sorriso. – Bene Papà, l’ho finito. Non disse una parola. Si fermò e mi abbracciò come solo un padre sa fare. E nella mia testa suonò il concerto per piano numero uno di Tchaikovsky. Solo allora mi resi conto di quanto mi fosse mancato. L’unico che avesse mai creduto in quel che facevo. E finalmente il suo abbraccio era per me. Non so se l’invidia che provavo per gli altri quando li vedevo abbracciare il proprio padre potesse essere un peccato capitale. Era l’unico sentimento d’invidia che provavo. Solo quello.


FOTO - Cielo Infuocato - Tecnica mista e olio su cartone - 44 x 36 - Elena Ferrari 2004

Vota questo post

Tracce di Polonio sui server di Register...

di Silvio Lorenzi (30/11/2006 - 12:32)

Si infittisce il giallo sui problemi di aggiornamento dei Post. Sembra ormai certa la presenza di Polonio sui server di Register. Il vicepremier Massimo D'Alema durante il question time alla Camera ha spiegato che il governo non intende indagare, nonostante le numerose "cose sgradevoli" che la vicenda ha messo in evidenza: "Il governo non fa indagini, il governo cerca di governare il Paese".
La Commissione parlamentare presieduta da Guzzanti nella precedente legislatura spese circa un milione e 600mila euro lordi per gli aggiornamenti dei server di DADA, una quarantina secondo l'ex presidente della Commissione stessa. A quella cifra andrebbero aggiunti 294mila euro (netti) per le spese sostenute dai consulenti. I clienti, intanto, hanno proclamato uno sciopero per domani venerdì primo dicembre. Quello che potrebbe succedere nei prossimi giorni lo ha spiegato con chiarezza il segretario della Cgil Guglielmo Epifani. Dopo il "blocco delle città" che ci sarà con la protesta del primo dicembre, ha ricordato il leader sindacale, prima di Natale "ci sarà un nuovo blocco" e "partirà una protesta che nessuno è in condizione di controllare". Sulla questione, è intervenuto anche il Papa: "I problemi di gestione del blog www.asdrubale.com sono uno scandalo per il mondo" e ha invocato l'unità delle Chiese contro il tentativo di Register non far emergere tali problemi.
L'Unione europea, ha concluso il Papa, "in ogni iniziativa di www.asdrubale.com " deve "garantire la libertà di pubblicazione ". Benedetto XVI ha anche detto che "è un'offesa per il grande pubblico che giornalmente segue le vicende di Asdrubale Barca.


Vota questo post