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21° - Mi svegliai all'improvviso.

di Silvio Lorenzi (06/11/2006 - 11:30)

Una forte nausea mi diede giusto il tempo di correre in bagno ed inginocchiarmi di fronte al water. Ed abbracciandolo come fosse una bella donna gli regalai parte di me. L’alcol mi stava consumando dall’interno. Mi riaddormentai pochi secondi dopo, così com’ero, inginocchiato e vestito dei soli boxer, li davanti al water, con la testa appoggiata al muro alla mia sinistra. Ed in quella posizione mi ritrovai senza capirne il perché dopo un tempo indefinito. Secondi, minuti, ore o giorni. Quel mio voler sentirmi scrittore, mi stava togliendo la percezione del mondo. Che ormai era ridotto a quella squallida stanza d’albergo. Provai ad alzarmi senza riuscirci. Le formiche correvano dappertutto sulle mie gambe, e me le immobilizzavano. Mi feci cadere di lato e mi trascinai fuori di li, mentre parte di me sembrava non appartenermi più. Gli impulsi che il mio cervello inviava alle mie gambe si fermavano poco prima di raggiungere la loro meta. Quei minuscoli postini correvano velocissimi dentro me senza riuscire a consegnare le loro buste. Migliaia di buste accatastate e abbandonate all’altezza dei miei boxer. E poi finalmente il piccolo Asdrubale che c’era in me, quel postino combattente, quell’eroe dei due mondi, varcò le alpi delimitate da un elastico. E via giù verso lo stivale verso le mie gambe. E lo sentivo combattere, passare la Gallia Cisalpina, il Po, l’Etruria, l’Umbria e sentivo i suoi elefanti che smuovevano i miei arti inferiori. E infine gli ultimi dolori all’arrivo sulla foce del Metauro. Ma mentre il mio piccolo capo postino aveva smosso metà del mio corpo, perdendo metà del suo, io finalmente riebbi il controllo, se pur instabile, delle mie gambe. Feci tre passi e riacquistai il possesso del letto. La stanza era un insieme di fogli di carta ordinati sulla scrivania, di fogli accartocciati intorno al letto, di bottiglie semi vuote sui comodini e di bottiglie finite intorno al cestino. Senza neanche rendermi conto del passar del tempo e se fosse giorno o notte, mi riaddormentai così, bocconi sul cuscino.

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