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36° - La contessa...

di Silvio Lorenzi (27/11/2006 - 11:15)

...distolse gli occhi da me, per concentrarsi nel trangugiare il suo bicchiere di Manhattan.
- Sa, lei è un tipo curioso. Disse. Tutto solo per settimane, qui in questo paese che tra poco sarà divorato dai turisti. Per provare a fare lo scrittore. Che poi scusi eh, non sarà mica un lavoro, mettere in ordine delle parole su di un foglio bianco. – Beh, lei ha ragione, tutti sono capaci di scrivere delle note su un pentagramma, ma quanti le sanno mettere nel giusto ordine? – Si va beh, ma che lavoro è?! - Un lavoro come un altro. Tu riempi di parole dei fogli bianchi e qualcuno ti paga per questo. - Si, ma a quanto sembra ancora nessuno ha pagato le sue parole. Non è che lei non è capace? E lo fa solo per sentirsi artista?! - Forse sì, un po’ come lei si fa chiamare contessa, per sembrare nobile. Il suo viso a quel punto fece trasparire tante più rughe di quante già non se ne vedessero. - Probabilmente non ne sono capace, però almeno ci provo. Sa, la mia ultima fidanzata mi ha insegnato che se uno vuole veramente una cosa la ottiene. Bisogna solo volerlo. E così scrivo. – E che fine ha fatto questa ragazza? – Ora gioca a fare la fidanzata di un giornalista. Credo. Visto che non la sento da mesi.

È finita un po’ male tra noi. – Eh, il giornalista ha sempre il suo fascino. – Cosa? – Sì ha capito. Sono fascinosi. A me piace un sacco quello della televisione, come, come si chiama…? - Beh, le assicuro che quello di cui sto parlando, non è un belloccio brizzolato sui quarantacinque. E poi guardi, lasci perdere i giornalisti. Quello sì che non è un lavoro. – Ma come, quelli che vedo io alla televisione sono tutti così bravi. – Guardi, meglio fare il giornalista che lavorare, quello sì. Il settanta per cento di loro ricopia e riscrive cose scritte da loro colleghi bravi. Un venti per cento legge ed interpreta cose scritte da chi giornalista non è. E il rimanente dieci, è fatto da Giornalisti, compresi quelli veramente bravi, che purtroppo vengono fatti fuori. Nella vita, quando non sai cosa fare, o fai l’ufologo o fai il giornalista. Se no, non si spiegherebbe perché in Italia ce ne sia uno per ogni trenta persone. E quindi, è probabile che questo hotel stanotte ne ospiti almeno uno.

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