100° Fine - Il sole...
...mi svegliò con una carezza. La mia stanza era rinata. O forse era solo lo specchio di me stesso. Era tempo di andare. Lasciare quel lago. Lasciare Carlo e la sua amicizia. Lasciare lì le due straniere e le fantasie che ci avevo costruit... (Continua)
94° - La cena con...
...mio padre scivolò via veloce. E i nostri discorsi ci accompagnarono fuori dal ristorante. Mi concesse l’onore di offrirgli la cena. La prima della mia vita. Non ci avevo mai pensato. Ma il fatto che fosse sempre lui a pagare, era quasi u... (Continua)
40° - Il lungo lago...
...sembrava un documentario di Super Quark sulla riproduzione. Ogni panchina era occupata da coppie che in quel buio, interrotto dalla luce dei lampioni, si prodigavano in calde effusioni. Le loro lingue continuavano ad assaporarsi lentamente,... (Continua)
22° - Bussarono alla porta.
Ma non avevo neanche la forza di aprire le palpebre. Sembravano di piombo. Forse si erano bloccate. Ma da quanto tempo stavo dormendo? Ero morto? Avevo come la sensazione di percepire il mio corpo dall’alto di quella stanza. Insistevano.
– A... (Continua)
11° - Quel cavolo di...
...lago mi regalava infinite cene da solo, whisky come se piovesse ed incontri con varia umanità.
A fine cena, andai al bancone del ristorante consigliatemi da Antonio, per bere un amaro e un caffè. Nel tavolo vicino al bancone c’... (Continua)



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