75° - Ero passato...
...dalla fase in cui mio padre era mio papà. Ai primi scontri, al non condividere la sua vita, a quella in cui ho capito le sue scelte. Forse non le condividevo tutte, ma le capivo. Era più facile fare il figlio, in fondo. E la mia solitud... (Continua)
65° - Una sveglia suonò...
...nella mia testa. Buttai il corpo sotto la doccia, mentre il cervello era ancora sotto le coperte. Erano le sette e mezza. Avevo dormito pochissimo, ma non potevo mancare all’appuntamento. L’ufficio postale mi attendeva. Mi rimisi i vestit... (Continua)
64° - I giorni trascorsi al lago...
...diventarono settimane e le settimane, mesi. Fino a che i mesi diventarono due. Tanto ci misi a mettere l’ultimo punto a L’albero dalle ciliegie azzurre. E con il punto finale, arrivò anche la consapevolezza che quello non era nient... (Continua)
59° - L'ascensore mi regalò...
...la sua vicinanza. E non potei trattenermi dal baciarla, vista la ridotta distanza. Era la sera giusta. La sera da passare con lei. Se non fosse che di lì a poco la mia cara banca mi attendeva, ed ero a duecentochilometri di distanza. Lontano d... (Continua)
26° - Degnai della mia presenza...
...il bar del albergo. Era mezzo vuoto. Mentre l’altra metà era riempita dal solito Antonio, più pieno d’alcol di quanto non lo fosse tutto il bar. Lui si che era un vero professionista. Riuscivo quasi a stimarlo per quello. E ... (Continua)



Ultimi commenti