007 - Quello che guadagnavo...
...con il mio lavoro in banca non mi bastava mai e così ecco che arriva un secondo lavoro. Più che altro mi dava l’illusione di fare qualcosa che veramente mi piacesse. Anche perché, sinceramente, ogni mattina quando entravo i... (Continua)
62° - Arrivai a Milano...
...con l’anticipo necessario che mi avrebbe permesso di passare da Mario a fare colazione. Avevo resistito per duecento chilometri per gustarmi il suo cappuccino. Odio le colazioni fasulle che ti servono nelle stazioni di servizio. Dove il cappucc... (Continua)
44° - Mi dividevo tra...
...i clienti e il cellulare, silente come non lo era mai stato. Driiin…
- Asdrubale, puoi venire un attimo nel mio ufficio? Un minuto e arrivo, direttrice. Che palle. Sono qui che penso a Paola e quell’altra mi chiama. Pensai. Mi alzai e ra... (Continua)
43° - Dopo aver dormito...
...un minuto in più del minimo consentito, me ne andai in banca. Il lunedì era un giorno da abolire sul calendario. Soprattutto dopo essere stato a cena con Paola. E Milano era come un grosso motore diesel che lentamente si scaldava e anda... (Continua)
16° - Quando ci amavamo...
...parlavamo un sacco. Un po’ come faceva lei quest’estate al telefono ogni notte con lui. Il fantastico giornalista. Che palle. Poi lui le scriveva i messaggi. Ciao amore hai sentito cos’ha detto il min. Castelli é un pazzo. Ti... (Continua)



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