Novembre 2006

DLMM GVS
1 2 3 4
5 6 7 8 9 10 11
12 13 14 15 16 17 18
19 20 21 22 23 24 25
26 27 28 29 30

Tag

Ultimi commenti

Ultimi post

Diffondi i contenuti

Condividi i contenuti

De.licio.us
Tag amante
Pagine:

38° - Certo che sei un tipo strano tu.

di Silvio Lorenzi (29/11/2006 - 11:19)

– Perché? – Come perché, mi hai fatto una testa così per quella Elena. E ora viene fuori che avevi l’amante. – Si va beh, ma è successo poche volte. Carlo sorrise. Con l’espressione di chi ride già per ciò che verrà. – Fammi capire. C’è un numero di scopate sotto il quale non viene considerato tradimento. Questa non l’ho ancora letta. – No. Intendevo dire che, ok ci andavo a letto, ma non è che pensassi a lei tutto il giorno. E poi amavo Elena. – Ti posso dire una cosa Asdru? – Dimmi! – Tu andavi a letto con Mariarita perché non eri più innamorato di Elena. Mmm, come mi fai incazzare. Parlavi di Elena come di una traditrice e poi tu eri peggio di lei. Almeno Elena ha avuto l’accortezza di troncare. Tu invece?! – Ma cos’è, un processo? – No, è che penso alle serate che mi hai tediato con quei cavolo di discorsi. – Si ok, l’ho tradita e con questo?! Già sono pieno di rimorsi, non ti ci mettere anche tu. – Ma quali rimorsi. Disse Carlo gesticolando eloquentemente. Non vedi l’ora di farti un altro giro con, come si chiama li…
- Mariarita. – Ecco sì, con Mariarita. – Probabilmente è come dici tu Carlo, ma parlarne adesso è facile. – Eh si immagino. Quando te la metteva in faccia, come potevi dir di no. – Ma ce l’hai con me stasera? Tutta la fatica che ho fatto per autoconvincermi di essere nel giusto… - Ah bel metodo quello. Tra una parola e l’altra, continuavo a mangiare. Aveva ragione Carlo, io non ero migliore di Elena. Solo che ero riuscito a convincermi del contrario. Avrei voluto chiamare Mariarita per farmi raggiungere in questa parte di mondo. Forse solo per fare l’amore con lei o solo per sentir vicino qualcuno che provava un po’ d’amore per me. Ma probabilmente non era più così, da quando il mare stupendo dei suoi occhi, si tramutò in lacrime. E lei per me ne versò tante, anche se quelle lacrime io non me le meritavo.


 

FOTO - Abbraccio - Olio su tela - 70 x 50 - Elena Ferrari 2005

Vota questo post

23° - Quella sera decise di dirmelo...

di Silvio Lorenzi (08/11/2006 - 11:01)

...del resto non ce la faceva più a tenerselo dentro. Per lei quello era il momento giusto. Il momento di troncare definitivamente con me. E poi quale posto e momento peggiore per dirmelo. Un locale squallido a Milano. Uno di quei locali sui barconi che galleggiano sopra la poca acqua del Naviglio. Ad avere fiumi di fantasia sembra di essere ad Amsterdam o a Venezia. Ed invece niente fantasia e così ci becchiamo quello squallore. Ordiniamo qualcosa e dopo il primo sorso lei parte con il monologo. E chi se lo aspettava. Li in quel momento. Dopo che avevamo passato tutta la mattina in giro per Milano felici a comprare le ultime cose per la nostra attesa vacanza.
E’ stato un po’ come quando qualche mese prima ero con mia madre al supermercato sotto casa sua a fare la spesa. E mentre si chiaccherava del mio lavoro, incrociamo una signora del nostro palazzo che salutiamo. E mia madre dopo due secondi all’improvviso se ne salta fuori con una frase tipo:  - Lo sai!? Quella era quella che tua padre si portava a letto. Era la sua amante. Per due secondi rimasi come bloccato e nonostante continuassi a camminare, il mio cervello era rimasto qualche passo più indietro. Guardai mia madre ma non dissi niente. Me lo voleva dire e basta. Cavoli quella signora era l’amate di mio padre. Pensai. L’avrò salutata mille volte e sempre in modo formale. Credo lei sapesse bene chi fossi. E lei chi era? L’amante di mio padre. Era la risposta. Continuai a parlare del mio lavoro cercando di non pensare alla frase di pochi secondi prima.
Così lei. Senza nessun avvertimento decide di lasciarmi. E come se fosse finito un periodo medio lungo. E’ un po’ come quando finisci il liceo e ti iscrivi all’università. Tac, di colpo cambia tutto. Il presente é l’università e il passato il liceo, il ricordo rimane ma solo quello. Ora sei presa da altri pensieri perché bisogna studiare per il primo esame. E di quello che é stato prima non te ne importa più niente. E così con me. Anche se avrei preferito che la bocciassero.
Felice é chi ama ciò che ha, diceva Sant’ Agostino. E chi non ha più niente? Chiedevo io. Di colpo il nulla più totale. Era come se la mia vita fosse caduta nell’inchiostro. Lei mi stava dicendo che le nostre vite avrebbero seguito binari diversi. Il treno ormai era perso. E lo vedevo andar via, lasciando orfani i binari sotto ai miei piedi. In zona, solo un capostazione ligio al dovere che non avrebbe attivato una scambio per farmi contento. E un macchinista che non si sarebbe fatto corrompere per invertire il senso di marcia. E mai uno sciopero, quando serve.

Vota questo post

6° - L'amante...

di Silvio Lorenzi (16/10/2006 - 11:23)

...della mia ultima ex fidanzata, in una lettera, una volta scrisse, "tra poco compio 29 anni e sto entrando nell'ultimo anno di giovinezza". Beh io in quell'ultimo anno di giovinezza, purtroppo, c'ero già da qualche mese, ma non mi sentivo poi così vecchio. Le prime rughe iniziavano a farsi vedere intorno agli occhi, ma non in modo poi cosi evidente. E come definire i miei amici entrati nell'anno della predicazione. Loro si che sarebbero stati non più giovani. E quelli entrati negli anta? Ma, del resto, di come si sentissero gli altri non mi interessava poi così tanto. Avevo quasi trent’anni ma era tutto da rifare, come se fossi un cascinale diroccato in mezzo ad un estesa campagna. Quasi perso ma non del tutto. La struttura portante resisteva ancora. C’erano da rifare i pavimenti, l’intonaco, gli infissi ed una serie infinita di particolari. Tipo una laurea al novantacinque per cento, un lavoro non ben definito o forse troppo definito, una fidanzata che la mattina mia ama e la sera mi lascia per un altro, un'amante che ama me ma io non lei, una passione per lo scrivere ma che ma in pochi comprendono senza sorridere, molte idee, pochi amici ma tanti conoscenti, un buon successo con le donne sbagliate, ed uno appena sufficiente con quelle giuste, una piccola macchina e una grande casa in una bella zona di Milano, in cui corro la sera per non sentirmi vecchio.
Vorrei cambiare città ma non lo faccio, vorrei dare una svolta al mio lavoro in banca ma non lo faccio, vorrei cambiare nome ma non lo faccio, vorrei chiudere il rapporto con la mia amante ma non lo faccio, ed in tutte queste indecisioni non avrei voluto cambiare fidanzata ma lei ha cambiato me con un altro.

Quando da ragazzino vedevo quelli di ventinove anni mi sembravano tutti grandissimi, persone serie e mature, con un lavoro sicuro, una casa di proprietà, una bella macchina, un hobby per passare il weekend e non vedere la suocera,  fidanzati con una ragazza di cinquanta chili e sposati con una moglie di ottanta.
Non so che parametri usano quelli più vecchi di me per definire giovane una persona, fatto sta che per me, tutti quelli che non si ricordano i mondiali di calcio del 1982 sono dei ragazzini.

Vota questo post