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011 - Era un altro...

di Silvio Lorenzi (28/01/2008 - 15:34)

...di quei giornalisti alle prime armi che pensano di aver già diritto di scrivere gli editoriali per il Corriere della sera. Non che questo sia in qualche modo sinonimo di bravura, ma avete capito. Uno di quelli che pensa che ricopiare le notizie dalle agenzie e riproporle cambiando due parole sia un arte. E in quelle ripetute lettere che le scriveva, lui riconosceva in se stesso IL PIÚ GRANDE SCRITTORE MANCATO DEL SECOLO. Non che io sia più bravo di lui, ma per lo meno non mi pavoneggio in giro solo perché scrivo due righe sensate ogni tanto e per il concorso vinto qualche anno fa. Lui era brutto, egocentrico, costruito, ma ricco. Io bello, timido, intelligente e creativo nell’arrivare a fine mese. Diciamo pure che probabilmente non sono la persona che lo può giudicare in maniera obiettiva. Ma non è ancora tempo di parlare di lui. L’estate del resto deve ancora arrivare, nonostante il caldo si faccia già sentire parecchio. E proprio il caldo si faceva sentire dopo aver corso per dodici chilometri. Un po’ di scatti e un po’ di stretching sotto casa e poi doccia. E percorrendo quel tratto di giardino prima di salire mi sentivo a pezzi ma contemporaneamente carico, in qualche modo contento della mia prestazione anche se non era stata la migliore. Mi piaceva assaporare quel momento come una cosa molto mia, dopo una giornata di lavoro e di pensieri. In quell’ora di corsa c’eravamo solo io e il mio corpo. Distaccato da tutto e da tutti. Distratto a tratti dalla non più giovanissima bionda, ma pur sempre nel mio mondo. Sentivo inoltre forte il desiderio di scrivere. Anche se qualcosa di non sensato, ma scrivere. Fine a se stesso, solo per il gusto di farlo, come ho sempre fatto del resto. Mi sentivo fisicamente a pezzi, ma mentalmente non potevo stare meglio. La doccia fu fredda e breve. E il mio corpo si sentiva ancora più stanco, ma andava bene così. Mangio qualcosa al volo, ma ho voglia di scrivere, non c’e’ tempo per cenare seriamente. Mi siedo di fronte al computer. Il foglio di word è bianco, mannaggia, e il cursore lampeggia come a dirmi – allora, che fai scrivi o vuoi continuare a farmi lampeggiare tutta la sera?!

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