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009 - Il mio ultimo...

di Silvio Lorenzi (16/01/2008 - 14:35)


...anno di giovinezza inizia i primi di giugno. E più passa il tempo e più svanisce la voglia di festeggiare il compleanno. A dodici anni non vedi l'ora d'averne quattordici per comprare il tuo primo motorino, a quattordici sedici per avere la tua prima moto, a sedici diciotto per guidare la tua prima macchina, a diciotto ventuno per sentire confermata la tua maggiore età. A ventuno, ne vorresti avere venticinque per andare con le ragazze di ventotto, a ventotto ventuno per andare con quelle di diciotto. A ventinove capisci che è ora di smettere di compiere gli anni in modo così frequente. Ma un altro anno passa. É mattina e inizia la gara per farti gli auguri di compleanno. E tutti devono per forza farti capire che gli anni passano anche per te. Il cellulare inizia a vibrare o a suonare per i messaggi d'auguri. Perché la gente, ormai non parla più, scrive in modo contratto e basta. Gli auguri si risolvono in centosessanta caratteri che bisogna saper sfruttare al meglio. Comunque diventa cmq, perché si riduce ad una ics con l'accento e l'italiano si traduce in inglese perché occupa meno spazio. Poi il cellulare squilla ancora e arrivano gli auguri da persone di cui a fatica ricordi il nome. Loro si ricordano di te, ma tu non di loro. Poi arriva il messaggio di quella ragazza che senti solo per il tuo compleanno, e ogni volta ti chiedi che senso ha. La tua ragazza, che una volta metteva la sveglia per essere la prima a chiamarti, ora si fa viva a metà giornata per capire dove andrete a cena quella sera. Poi arrivano gli auguri degli amici veri, che fortunatamente sono pochi perché sarebbero troppo difficili da gestire. E poi, arriva lei, la mia ex ex ex fidanzata, che dopo parecchio tempo, si fa sentire per il mio ventinovesimo compleanno. Mi chiama per farmi gli auguri e dopo cinque minuti d'aria fritta, mi dice che è in un periodo di forte crisi, perché non sa come lasciare il suo fidanzato. Mi dice che non lo ama più o forse non l'ha mai amato. Mi elenca un così alto numero di difetti che mai io avrei trovato in una persona. La cosa più divertente però, era che lei veniva da me a cercare conforto dopo che qualche anno prima mi aveva lasciato in malo modo proprio per lui. Così dopo anni ho avuto la rivincita. Alla fine tornano sempre. Le dici che la incontreresti volentieri nei prossimi giorni, per parlare un po’ e raccontarsi la vita. Ma in fondo non vedo/vedi, l'ora di portartela a letto per rinverdire alcuni momenti. E poi mi rendo/ti rendi conto di essere fidanzato con un'altra e così il pensiero sfuma in un attimo. Ora nella mia vita c'è un'altra persona. Decido/decidi, di vederla lo stesso, la curiosità non è solo donna in fondo. Bevo/bevi qualcosa insieme a lei in un bel locale, accenno/accenni a pagare per tutti e due per vedere la sua reazione, ma lei non aspettava altro, quella scroccona. Mi rendo/ti rendi conto che quando stavi con lei quella cosa alcolica che ho/hai ordinato, non sapevo/sapevi cosa fosse, ora la bevo/la bevi come fosse acqua. Lei è sempre una bella ragazza, e anch'io non sono male in fondo. Io le parlo di cinema, libri, progetti e  idee e lei di com'è vestita quella dietro di me, dei suoi capelli, dell’auto nuova comprata dal papi e delle vacanze lunghe due mesi che si farà d'estate. E a quel punto inizi a chiederti cosa ci fai lì e chi è quella che hai davanti. Ci sono stato insieme un paio d'anni ma ci deve essere stato uno sbaglio. E così capisci che non è poi così male avere ventinove anni.

 

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