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85° - Passai attraverso...

di Silvio Lorenzi (22/02/2007 - 13:03)

...una nuvola di tabacco che occupava l’ingresso del locale. La legge antifumo aveva trasferito la clientela all’esterno. C’era più gente fuori di quanta non ce ne fosse dentro. Pistone poi, si ostinava a mettere quella musica che uniformava il suo locale a tutti gli altri. Ma a lui andava bene così. Sentiva che quello era il modo per essere un locale di “tendenza”. Da un lato un gruppo di ragazzini preferivano parlare con i propri telefonini che con gli amici. Altri si ostinavano a mandare messaggi, come se la persona a cui scrivevano fosse il loro leader carismatico, che purtroppo non era lì con loro. E così erano usciti in compagnia ma da soli. Qualcuno accennava qualche improbabile ballo, altri ordinavano l’ennesima consumazione. E poi c’ero io. Mi sedetti su uno degli sgabelli davanti al bancone e Pistone fu subito da me. Quasi fossi calamitato. – Toh, chi si vede! – Beh, non sono ancora morto. Dissi stringendogli la mano. – Allora come va? – C’è una domanda di riserva? – Va così male? – No, diciamo solo che potrebbe andare meglio. – Sempre per Elena? – Più o meno. – Mojito con la vodka? – E’ quel che ci vuole. Con molto mestiere si mise all’opera, mentre io mi guardavo in giro. L’essere lì da solo mi dava la sensazione di essere osservato dal resto del locale. Ma non era così. Ognuno si faceva i cazzi suoi. E poi più che altro ero io che guardavo loro. Quasi a spiarne i propri comportamenti. Tutti presi dal loro falso divertimento. L’alcol del resto era il fautore di tutta quell’ ingiustificata euforia. Pistone nel frattempo mi porse il bicchiere. Avevo bisogno d’alcol quanto quella gente aveva bisogno di una presa di coscienza. Al primo sorso di Moijto il mio cellulare suonò. Finalmente mi potevo uniformare. Era Mariarita. E partì la danza dei messaggi. A ogni bevuta seguiva un messaggio. Continuai così fino a che non vidi il fondo del bicchiere. – Pistone scusami, me ne fai un altro? – Sei in serata? – Credo di sì. Si intromise una terza persona. – Questo però lo offro io.  Richiamato da quel offerta, mi girai alla mia sinistra. E con la faccia di chi ha visto Babbo Natale, mi trovai di fronte la mia bionda quarantenne preferita. Pistone sorrise e mettendosi al lavoro con il mio secondo Mojito fece quello che toglie il disturbo. – Ciao, che ci fai qui tutto solo? Non corri stasera? – Un domanda per volta. Lei mi sorrise con gli occhi. – Diciamo che meglio solo che male accompagnato. – Ah, scusami allora me ne vado. – Ma no, non era riferito a te. E’ un periodo un po’ così. – E che vuol dire “così”? – Che non va molto bene, ma visto che sono venuto qui per dimenticare è meglio non parlarne. Parlavo e la guardavo quasi fossi uno scanner.. Era vestita in modo semplice, ma questo non la sminuiva. Mi fissai sulla sua bocca. Aveva il labbro inferiore che sporgeva leggermente di più e questo, non so per quale motivo, la rendeva molto sensuale. – Che c’è, come mai mi fissi così? – No, niente, scusami sarà l’alcol. – Ah, sei già ubriaco? – No, per ora ho bevuto solo un bicchiere. – E tu che ci fai qui tutta sola? – E’ una storia lunga. Diciamo che sono venuta a bere una cosa. Ma non ci siamo ancora presentati. Mi porse la mano in un gesto automatico. - Io sono Francesca e tu? – Asdrubale. Le sue labbra divennero pari. – Asdru come?

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