38° - Certo che sei un tipo strano tu.
– Perché? – Come perché, mi hai fatto una testa così per quella Elena. E ora viene fuori che avevi l’amante. – Si va beh, ma è successo poche volte. Carlo sorrise. Con l’espressione di chi ride già per ciò che verrà. – Fammi capire. C’è un numero di scopate sotto il quale non viene considerato tradimento. Questa non l’ho ancora letta. – No. Intendevo dire che, ok ci andavo a letto, ma non è che pensassi a lei tutto il giorno. E poi amavo Elena. – Ti posso dire una cosa Asdru? – Dimmi! – Tu andavi a letto con Mariarita perché non eri più innamorato di Elena. Mmm, come mi fai incazzare. Parlavi di Elena come di una traditrice e poi tu eri peggio di lei. Almeno Elena ha avuto l’accortezza di troncare. Tu invece?! – Ma cos’è, un processo? – No, è che penso alle serate che mi hai tediato con quei cavolo di discorsi. – Si ok, l’ho tradita e con questo?! Già sono pieno di rimorsi, non ti ci mettere anche tu. – Ma quali rimorsi. Disse Carlo gesticolando eloquentemente. Non vedi l’ora di farti un altro giro con, come si chiama li…
- Mariarita. – Ecco sì, con Mariarita. – Probabilmente è come dici tu Carlo, ma parlarne adesso è facile. – Eh si immagino. Quando te la metteva in faccia, come potevi dir di no. – Ma ce l’hai con me stasera? Tutta la fatica che ho fatto per autoconvincermi di essere nel giusto… - Ah bel metodo quello. Tra una parola e l’altra, continuavo a mangiare. Aveva ragione Carlo, io non ero migliore di Elena. Solo che ero riuscito a convincermi del contrario. Avrei voluto chiamare Mariarita per farmi raggiungere in questa parte di mondo. Forse solo per fare l’amore con lei o solo per sentir vicino qualcuno che provava un po’ d’amore per me. Ma probabilmente non era più così, da quando il mare stupendo dei suoi occhi, si tramutò in lacrime. E lei per me ne versò tante, anche se quelle lacrime io non me le meritavo.
FOTO - Abbraccio - Olio su tela - 70 x 50 - Elena Ferrari 2005
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