19° - Mi resi conto che...
...se in qualche modo non fossi riuscito a vivere del mio scrivere, avrei sempre potuto fare l’investigatore privato. Perché é un po’ quello che feci dopo che lei mi lasciò per il mitico. Basandomi sulle poche informazioni che ero riuscito a estorcere ad Elena. Ero riuscito a sapere tutto di lui. Che scuola aveva fatto, che università, qual era la sua casa, quali le su ultime fidanzate, i suoi locali preferiti gli amici, i vizi.
E’ incredibile alle volte quanto sia piccolo il mondo. Aveva studiato a Bologna e così dei miei cari amici che conoscevano sia lui che me. E conoscevano bene quella sua ultima fidanzata, che sarebbe dovuta diventare sua moglie, ma un mese prima del matrimonio lui fece un passo indietro e la lasciò. La lasciò prima che lei scoprisse le sue frequentazioni segrete. Diceva agli amici che l’aveva lasciata perché lei aveva un amante, ma era giusto il contrario. Lo sapevano tutti, tranne la sua futura moglie e la sua nuova fidanzata. E cosi passava per il deluso d’amore, che fa sempre la sua figura. Invece era solo una maschera. La cosa non mi dispiaceva, perché ad un certo punto, pensavo, anche Elena verrà travolta dal treno della delusione. Era un pensiero cattivo, ma in quel momento era quello che volevo.
Paola non era certo Elena in quanto a bellezza e personalità, ma valeva la pena portarsela a letto, più che altro per soddisfazione personale. Era stata con Pierfrancesco per anni. Si erano conosciuti ai tempi dell’università alla facoltà di giurisprudenza e si erano innamorati l'uno dell’altra. Non so cosa trovò Paola in lui e mi chiesi la stessa cosa per Elena. Ma posso immaginare cosa trovò lui in lei, soprattutto qualche anno prima. Paola aveva due labbra che non potevi far a meno di baciare, cosiìcome i suoi seni in quella terza così tonda. Un viso semplice, con due occhi neri come una notte senza luna. Era quel che si dice una ragazza a modo e di buona famiglia.
Era fine agosto e a Bologna non si resisteva per il caldo impressionante, il caro mio amico Giuseppe organizzò una cena a casa, con gli amici che già erano tornati dalle vacanze. Tutti pronti con le loro foto per far capire quanto bella fosse stata la loro estate al mare. E quindi Corsica, Eolie, Grecia, Sicilia e qualche pazzo Sharm ad agosto. Giuseppe veniva all’università con me. Abbiamo fatto due anni insieme, poi si trasferì a Bologna per studiare Astronomia. E li è rimasto. Ora fa l’assistente in facoltà e nel suo giro d’amicizie universitarie rientrava anche Paola che era la coinquilina di una sua cara amica. Un giro pazzesco, ma che in qualche modo ha portato in contatto me e Paola.
Giuseppe conosceva anche Pierfrancesco, ma non lo digeriva, era un montato diceva.
E cosi quel sabato ventitre agosto conobbi Paola. Non scoprii le mie carte. Ero li per caso e non per lei. Almeno questo era quello che doveva sembrare. Una serata come le altre, con persone più o meno interessanti. Ma io dovevo solo mettere le basi per portarmi a letto Paola. Che messa così uno si potrebbe chiedere, “come si fa?” Non c’é una prassi per fare del sesso con una ragazza, capita e basta. E non capitò quella sera.
Vota questo post



Ultimi commenti