Marzo 2007

DLMM GVS
1 2 3
4 5 6 7 8 9 10
11 12 13 14 15 16 17
18 19 20 21 22 23 24
25 26 27 28 29 30 31

Tag

Ultimi commenti

Ultimi post

Diffondi i contenuti

Condividi i contenuti

De.licio.us
Archivio Marzo 2007
Pagine:

93° - Nal mio letto intanto...

di Silvio Lorenzi (07/03/2007 - 11:48)

...Alice non sapeva più dove nascondersi. – Che vergogna As. – Dai non preoccuparti. – Sì, e ora come esco da casa tua? Chissà tua nonna cosa dice. Ma niente, si è scusata. E poi con quel poco che ci vede, non avrà visto molto. Diedi un giro di chiave alla porta mi tolsi i pantaloni e mi allungai a letto con Alice ancora nuda. Era bollente. Pareva scottarsi a toccarla. – Allora, dove eravamo rimasti? – No As, no mi va più. – Come non ti va più? – No, vado a casa. Nel tempo che io ci misi a rimettermi le mutande le era già vestita. Mi diede un bacio, recuperò le sue cose e uscii dalla mia stanza. – Ciao As. Mia nonna intanto rimaneva in cucina a ripassare nella sua mente l’immagine di quella ragazza che si dimenava sopra al nipote. – Buonasera signorina. Disse mia nonna vedendola uscire. E la porta si chiuse. Con Mariarita invece nessuno fece irruzione a sorpresa e tutto si consumò come se nessuno ci potesse disturbare. Mettemmo fine alla nostra passione in pochi minuti e ritornammo in giardino come se nulla fosse successo. Pronti a continuare il gioco di tutti. Ci ripresentammo agli altri arrivando da due direzioni opposte. Il caldo mascherava il nostro rossore. – Ma com’è che voi siete ancora asciutti? E senza che nessuno interpretasse nel modo giusto la nostra assenza, ci ritrovammo fradici. Lei alzando la testa per buttare indietro i capelli bagnati mi guardò e mi sorrise con il viso gocciolante d’acqua. I miei pantaloni zuppi mi restituivano una parziale immobilità. – Pensavi di rimanere asciutto? Disse Alessio. Sorrisi con dieci chili d’acqua addosso. – Non sono poi così ottimista. Una doccia fredda mi sembrava un giusto prezzo per i minuti passati nel magazzino degli attrezzi con Mariarita. Mancava solo l’amore e tutto sarebbe stato perfetto. E quella secchiata fredda mi riportò alla realtà. Perché dopo poche ore dall’ultimo scroscio d’acqua, sarei partito per Bologna. Il primo appuntamento con Paola, mi attendeva lì con lei. La gente se ne andò via con il sole che vedevo sparire dietro l’orizzonte. – Ciao Asdru, grazie di essere venuto, mi ha fatto tanto piacere rivederti. – Figurati Alessio, piuttosto ancora auguri. Festa stupenda come al solito. – Fatti sentire più spesso. – Volentieri. Non fui di parola. In fondo mi sentivo un po’ in colpa per fatto perché mi portavo a letto la sorella. E lui non aspettò me e dopo mesi si fece sentire a modo suo. Mariarita, nei mesi in cui ero sparito con Paola, non mangiava più, studiava male e continuava a piangere. E nel momento in cui la solitudine la stava divorando da dentro raccontò tutto al fratello che, incredulo, rimase imbambolato ad ascoltarla. E lui da buon amico qual era non trovò altra soluzione che aspettarmi fuori dalla banca. Del resto in fondo mi andò bene, io avrei saputo far di peggio.

Vota questo post