57° - Una settimana passò...
...in fretta. Veloce come le auto che vedevo sfrecciare nel senso opposto al mio, su quella Milano-Bologna. In quella direttrice Asdrubale-Paola. Era la sera che aspettavo. La possibilità di poter rivedere Paola, dopo quella speranza di un bacio,... (Continua)
56° - Ecco cosa...
...mi ricordava quel lago: la calma dopo la tempesta, quando la tempesta era la sconfitta. Perché in una mano di poker o in una mano di vita, capita che, nel cercare di rifarti, ti giochi molto più delle normali fiches. Mio padre con un fu... (Continua)
55° - Era quella la...
...faccia che conoscevo bene. La faccia della sconfitta. Era la stessa espressione che ritrovavo in mio padre di ritorno dalle sue partite a poker. Io e quel lago, piatto come un mare che attende un uragano. Mio padre e il vuoto intorno ad esso dopo l&r... (Continua)
54° - Un pugno in faccia...
...ecco ciò che meritavo. Un pugno, senza rosa, per coronare quella giornata. Un pugno reale, non metaforico. Uno di quelli che lasciano un segno tangibile. Ne avevo presi tanti, ma mai reali. Mai di quelli che ti lasciano in ginocchio e con il v... (Continua)
53° - Riaprii il giornale...
...nel punto in cui ero rimasto. E senza riuscire a concludere la lettura e a girar pagina… - Mi scusi, posso chiederle una cosa? Mmm che palle. Risposi senza alzare gli occhi dal giornale. – Mi dica? – E’ libero qui? – No... (Continua)



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