29° - E poi arriva la...
...terza fase soprattutto nel fine settimana. Il weekend, quello sì che non lo digerivo. Passavo le mattine a dormire. Perché preferivo i sogni alla realtà. E nel pomeriggio mi creavo una vita parallela su carta. E poi perché l’andare in giro mi rendeva nervoso. Non si sa per quale motivo ma durante il fine settimana la città sembrava una grandissima arca di Noè, dove tutto e tutti si muovono a coppie. Tutti tranne me. Solitario, ma non per scelta. O meglio non per mia. E cosi preferivo andare al supermercato mezz’ora prima della chiusura, giusto per mischiarmi ai miei simili. E in libreria all’
Alla quarta fase ci arrivi all’improvviso. E me ne rendevo conto, dalla quantità di libri che leggevo, dai film visti al cinema e dalle varie mostre che mi sparavo nel weekend. Erano anche questi comportamenti automatici. Non ci pensavo e mi ritrovavo con un libro in mano. O al cinema da solo a guardare tre film in un pomeriggio. Le occasioni di conoscere nuove persone non mancavano, ma non mi andava di forzare gli eventi. Non cercavo l’occasione, la facevo arrivare e basta. Ed era in questo momento che i miei amici si attivavano su tutti i fronti. E così, mi ritrovo in mille cene a casa di amici, feste, discoteche. Ogni volta qualcuno portava una ragazza, guarda caso per me. Tutti si adoperavano per tappare quel vuoto lasciato da Elena o chi per lei, ma che i miei amici sentivano maggiormente di quanto lo percepissi io. E senza rendermene conto entravo nella quinta fase.
FOTO - Nudo maschile - Olio su tela - 50 x 70 - Elena Ferrari 2005



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